Perugia, Cucinelli finanzierà il restauro del teatro Morlacchi

Brunello Cucinelli e Andrea Romizi (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Brunello Cucinelli e Andrea Romizi (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Tanti soldi, 800mila euro. L’idea di Romizi: «Via i parcheggi lì di fronte». L’imprenditore: «Il teatro? Un tempio laico dell’arte»

PERUGIA – Sarà Brunello Cucinelli a finanziare il restauro del teatro Morlacchi. Come già aveva fatto per l’Arco etrusco. L’annuncio martedì mattina, nel corso di una conferenza organizzata insieme (e a casa: nella sala Rossa di palazzo dei Priori) al sindaco di Perugia, Andrea Romizi.

Un’operazione “easy” da poco meno di un milione di euro conti alla mano. Sia chiaro: né l’imprenditore («Si spenderà ciò che serve, la notizia non è nel budget in questo caso») né il primo cittadino hanno messo in piazza le cifre. Ma il pallottoliere non mente. Il teatro era già stato inserito dal Comune nell’elenco dei beni da restaurare attraverso l’Art bonus. E se i lavori all’interno della struttura – da compiere nel giro di un paio di mesi, dalla chiusura dell’attuale stagione teatrale all’inizio della prossima: da fine luglio a massimo fine settembre – costeranno all’incirca 600mila euro, poi ci sarà da intervenire sulla facciata frontale e su quelle perimetrali, per un’ulteriore spesa di 200mila euro, spicciolo più spicciolo meno.

«Un gesto di amore per la città», l’ha definito il sindaco. «L’ennesima riprova, penso soprattutto al restauro dell’Arco etrusco, della generosità di Brunello, della sua azienda e della sua famiglia nei confronti di Perugia». Oggetto dei lavori saranno le facciate dell’edificio, appunto, il tetto quindi gli interni: le seggiole, i palchetti, i servizi igienici, i camerini, il palco. Pure le pertinenze dello stabile, in un certo senso. «È solo una suggestione – la premessa di Romizi -, però stiamo pensando a riaffermare il predominio dei pedoni sulle auto in quella zona. Non penso a sopprimere in toto i parcheggi della piazza. Piuttosto a rivedere, almeno in parte, la situazione intorno e di fronte al teatro». «Il restauro del Morlacchi non è solo un’operazione materiale, ma in larga parte simbolica – la conclusione del sindaco -. Le sorti di questo teatro sono legate, a doppio filo, a periodi storici “non comuni”. Sin dalla sua nascita, nel Settecento, nell’epoca dei lumi. Poi il rifacimento durante il risorgimento, quindi quello nel dopoguerra. Il nuovo restauro è sinonimo di una città che vuol ripartire».