Il consiglio comunale vota all’unanimità il nuovo criterio di valutazione assunto solo da altre quattro città in Italia

ASSISI (Perugia) – Tra i criteri di valutazione nella scelta della banca che sarà affidataria del Servizio di Tesoreria comunale del Comune di Assisi dal 2018 al 2022 ci sarà anche quello relativo alla mancanza di operazioni bancarie in appoggio al commercio di armamenti.

A deciderlo all’unanimità lunedì 18 dicembre è stata la massima assise cittadina, in armonia con lo spirito di Pace del quale è da sempre ambasciatrice la Città di San Francesco.
«Scegliere una tesoreria disarmata per il Comune di Assisi significa compiere un atto politico di grande impatto valoriale. La Città di San Francesco – afferma il sindaco Stefania Proietti – deve essere la Città della pace non solo nell’immaginario collettivo ma nella concretezza delle azioni di ogni giorno. Con lo sguardo rivolto alla Città gemellata di Betlemme e ai troppi teatri di guerra nel mondo, dove i bambini, i civili e i più fragili sono coloro che più di ogni altro soffrono e muoiono, compiremo ogni azione per attivare un vero cambiamento dal basso, che parte dagli stili di vita individuali e di comunità. Come Amministrazione vogliamo premiare con i fatti l’economia civile, la finanza virtuosa che non si compromette con il business delle armi e le aziende che non lucrano sulle povertà e sulle fragilità. Ora ci auguriamo che ci sia l’emulazione da parte di molti altri Enti pubblici perché l’economia civile, che è anche l’economia della felicità è l’unica economia sostenibile, diventi virale».

Si tratta di una “clausola etica“ attraverso la quale si attribuirà un punteggio positivo a quegli istituti di credito (le cosiddette “tesorerie disarmate”) che risultino non avere effettuato transazioni bancarie in tema di esportazione-importazione e transito di materiale di armamento o sistemi di arma.

In questa direzione vanno le decisioni assunte da ancora troppo poche città italiane: Savona e Pavia, Firenze e Padova. Tra i pochissimi Enti che hanno scelto di privilegiare le ‘tesorerie disarmate’ anche la Provincia di Roma.