Made in Italy da esportazione: gli interpreti per l’internazionalizzazione delle eccellenze si formano a Perugia

La presentazione del corso di laurea magistrale in Traduzione e Interpretariato per l’Internazionalizzazione dell’impresa
La presentazione del corso di laurea magistrale in Traduzione e Interpretariato per l’Internazionalizzazione dell’impresa

Primo bilancio per il corso di laurea nato dalla collaborazione tra Università per stranieri e Scuola superiore per mediatori linguistici. Caponecchi: «Risposta concreta a chi dopo la triennale doveva lasciare l’Umbria»

PERUGIA – Una proposta accademica di altissima qualità, che nasce dall’incontro tra due eccellenze formative del territorio – una pubblica (l’Università per Stranieri) e una privata (la Scuola superiore per mediatori linguistici – Ssml) – per rispondere alla crescente richiesta nel mercato del lavoro di figure professionali in grado di dare respiro internazionale al Made in Italy.

È un primo bilancio estremamente positivo quello del nuovo corso di Laurea Magistrale in Traduzione e Interpretariato per l’Internazionalizzazione dell’impresa, entrato nel vivo in queste settimane, a Perugia, nei locali della Ssml a Case Bruciate. «Siamo molto soddisfatti della risposta degli studenti – sottolinea Catia Caponecchi, direttrice della Scuola superiore per mediatori linguistici – vuol dire che questo corso di laurea dà una risposta concreta ai tanti che, terminata la triennale, dovevano rinunciare a proseguire gli studi o erano costretti a trasferirsi fuori dall’Umbria».
Elemento vincente del nuovo corso di laurea magistrale, risultato di un virtuoso modello di cooperazione tra pubblico e privato, è l’unione delle competenze specifiche dei due enti coinvolti: da una parte le lingue e la traduzione, dall’altra le materie legate all’internazionalizzazione di impresa. «L’internazionalizzazione – precisa Giovanni Paciullo, Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia – è la sfida che noi tutti dobbiamo affrontare oggi, e questo nuovo percorso formativo è la risposta ai bisogni degli studenti e al continuo cambiamento degli scenari del mondo del lavoro. Ed è per questo che le nostre competenze in tema di internazionalizzazione rappresentano un consolidato patrimonio condiviso con studenti, aziende e istituzioni».

Con un’attenzione particolare alle esigenze e alle indicazioni che arrivano del mondo del lavoro. «Accanto alle lezioni tradizionali – prosegue Isabella Preziosi, coordinatrice didattica della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici – in queste prime settimane abbiamo infatti già proposto anche due seminari più tecnici, molto seguiti e partecipati da tutti gli studenti, per metterli già in contatto con il mondo professionale». In particolare, con la partecipazione dell’Associazione italiana traduttori e interpreti, si è parlato di traduzione automatica e post editing, tema chiave nell’approccio contemporaneo all’interpretariato, soprattutto in ambito economico e produttivo, in cui è sempre più richiesta la capacità di usare i nuovi strumenti informatici per qualificare ulteriormente il proprio intervento.