Contro l’idea di un corteo di Casapound a Perugia, anche il consigliere regionale Attilio Solinas (Mdp): «Va risolta l’ambiguità dell’attuale normativa. Autorità e istituzioni prendano posizione»

PERUGIA – Non si placano, anzi, sono destinate a crescere, le polemiche riguardo al corteo annunciato da Casapound per sabato prossimo, nel quartiere di Ponte San Giovanni. Dopo Cgil e Anpi, anche il consigliere regionale Attilio Solinas (Mdp-Lberi e uguali) ha deciso di schierarsi. Naturalmente contro: «Dato che le leggi che vietano e condannano gesti e azioni legati all’ideologia fascista e nazista esistono già, dalla legge Scelba alla Legge Mancino, la 205 del 1993, ciò che è richiesto alle autorità, prefetto e questore, è semplicemente di assumersi le responsabilità e di applicarle vietando la marcia del movimento fascista di Casapound a Ponte San Giovanni».

Così, in una nota diffusa nel pomeriggio di lunedì, Solinas. Che in mattinata ha anche avuto un colloquio telefonico con la presidente Anpi provinciale, Mari Franceschini. «Al di là delle auspicabili iniziative delle autorità – prosegue la nota – comunque si deve levare una protesta ed una mobilitazione corale con un unico obbiettivo: impedire che la marcia si tenga, ribadire il legame delle nostre comunità con i valori antifascisti e di libertà e di lotta contro qualsiasi forma di violenza e di intolleranza. Occorre che la Regione, sia come Esecutivo che come Assemblea Legislativa, si attivi e si pronunci in forma inequivoca»

«Per quanto mi riguarda – conclude Solinas – presenterò nei prossimi giorni uno specifico ordine del giorno che impegni la Regione Umbria, e tramite essa gli altri Consigli Regionali del Paese, ad intervenire presso le Autorità competenti e il governo per superare una volta per tutte l’ambiguità’ giuridica che consente a movimenti dichiaratamente fascisti, del tutto simili ai disciolti ordine nuovo o avanguardia nazionale, una impunità inammissibile e azioni violente illegali, portate avanti in luoghi pubblici o nel web, incredibilmente tollerate e mai sanzionate».