POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Una legge da inventare, il treno veloce che si ferma ovunque, l’Agenzia anti-disoccupazione e città contro sul Piano scolastico

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il 2018 partirà con alcuni dossier caldi o caldissimi per il governo regionale. Il promemoria ragionato per la Giunta parte dalla ricostruzione post terremoto. Sull’argomento è attesa per i prossimi mesi una legge snella, non piena di trappole burocratiche, che non abbia la pretesa di essere perfetta ma che sia funzionale e davvero al servizio dei cittadini colpiti da eventi naturali.

Però con una premessa scritta in calce: che non si ripeta quello che è successo con il sisma del 2016, in quanto a lungaggini, tentennamenti, ritardi insopportabili. Più un solenne giuramento, con tanto di spadone, che mai e poi mai nel corso del 2018 la politica ricominci a inaugurare, come fatto nel 2017, casette, box, cucce, strutturine e strutturette. Dopo gli eventi del ’97 tutto andò più velocemente e ci fu solo una inaugurazione e poi una seconda e già parve eccessiva. Qui non c’è presidente, commissario, assessore al ramo o al rametto, sindaco e vicesindaco di riporto che non inauguri, tagli il nastro, consegni chiavi, predisponga zerbini alla porta e tendine alle finestre in favore di telecamera. E sono passati già due natali dal sisma. Basta.

Secondo dossier: Freccetta rossa. Qui gli umbri hanno deciso. Deciso di dare alle Ferrovie dello Stato un milione e mezzo delle tasse di tutti i cittadini per realizzare un quotidiano collegamento veloce tra l’Umbria e Milano, chiamato Freccia rossa ma che ha già un record assoluto mondiale: il numero delle fermate. La Freccetta dovrebbe partire a febbraio, da Terni, stop a Spoleto, poi a Foligno, e che si fa saltiamo Assisi?, quindi finalmente Perugia, ma che non si superi Terontola senza un paio di minuti di sosta. La partenza è prevista per le primissime ore della mattina. Si parla delle 5 (ma a Perugia, chiaro?). Nei vagoni ultrarapidi a qualcuno sicuramente sembrerà di ascoltare le voci del ragionier Fantozzi che dialoga con Filini sul campo da tennis prenotato alle 4 di mattina, nella nebbia, per via del fatto che tutti gli altri orari sono prenotati dai vari duca-conte e su a salire. E tra le brume mattutine echeggerà di sicuro un beffardo: «Ragioniere, batti
lei», se a qualcuno in Regione (il tempo per riflettere c’è ancora) non verrà in mente di realizzare un accordo diverso con le Fs. Per esempio? Raggiungere, con collegamenti ad hoc, molto più rapidamente di ora, Firenze, dove si incrociano Frecce rosse vere, una ogni ora, e ad orari non riservati ai sofferenti di insonnia. Tra due-tre settimane si saprà il risultato della riflessione.

Terzo impegno ingrato. Mettere tutti d’accordo sul Piano di dimensionamento scolastico. Attese svariate sfide, ma sarà guerra vera sulla fascia appenninica, dal primo dei licei fino all’ultimo Istituto professionale, tra Gubbio e Gualdo. Chi incrocerà materialmente le spade in consiglio regionale? Osservatori di solito attenti suggeriscono Marini-Porzi da una parte con Rometti-Guasticchi dall’altra. Mah, sarà vero?

Quarto dossier, il più serio, l’Agenzia per il lavoro. Stavolta decolla. L’impegno (vista la situazione per niente brillante dell’occupazione in Umbria) è quello di essere seri. Quindi, primo: gli addetti dell’Agenzia non siano più precari di quelli che vengono a chiedere lavoro. Secondo: le imprese collaborino col pubblico e il pubblico mostri il suo lato più efficiente. Tutto questo allo scopo di dare torto al celebre ministro, quando sosteneva che in Italia è più utile una partita di calcetto con le persone giuste che la presentazione di curriculum per trovare lavoro.

Quinta spina, anzi una spinetta. Il 9 gennaio si rinnova la presidenza del consiglio regionale. La presidente uscente Porzi ha già dichiarato che è meglio far rimanere le cose come stanno. Auto-ricandidatura? Magari solo buon senso. Fatto sta che il potenziale candidato alternativo, Guasticchi, al momento è per il “prego, passi lei”. Un vero gentiluomo. Per il momento.