POLE POLITIK | Le novità arrivano da fuori degli schieramenti. Per il resto: Bocci in pole,Verini al proporzionale, Monni (Ap) sospeso, il patto Polidori-Modena

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il gran luna park delle candidature per le elezioni del prossimo marzo è partito dopo settimane estenuanti di trattative e tradimenti, intese e siluri. E irrompe la società civile nelle griglie di partenza degli schieramenti. Va a caccia il centrosinistra (che un sondaggio Ixè dà in grave affanno anche nei collegi, compresi quelli umbri), cerca di non essere da meno il centrodestra.

Partenza col centrosinistra. Ogni volta che c’è una candidatura che Renzi deve benedire si fa il nome di Cucinelli, ma al momento non sembra aria, niente Alunni appena salito al soglio di Assoindustria, niente Guerra, ma viene dato in arrivo dalla società civile il candidato del collegio (maledetto per via dei ben noti problemi) che si estende da Terni a Todi. Pronti per la sorpresa. Per il resto, Bocci è in pole: deve scegliere il collegio (Senato Perugia quasi di sicuro) e tirare tutto il gruppo. Avrà da lavorare.

Quelli una volta giovani e una volta pure turchi (da Giulietti alla Cardinali) si sistemano nei collegi di loro pertinenza alla Camera Città di Castello e Perugia. Vanno al proporzionale il veltroniano Verini (Senato) e la ex bambina prodigio Anna Ascani (Camera). Rossi al Senato nel collegio di Terni e che il cielo gliela mandi buona. Cicchitto con la Lorenzin, per conto degli alfaniani osservanti di rito renziano, continua a chiedere con insistenza un collegio per Monni. Difficile fare pronostici.

Ecco il centrodestra. Dalla società civile viene dato in arrivo Cenci (Avanti tutta), con Malagò (Coni) tra gli entusiasti dell’operazione, mentre è sicuro il divorzio tra Romizi e la Modena. L’ex consigliere regionale avrebbe stretto (ma chi può mai dire se sia davvero così fino al giorno delle candidature) il patto di ferro con la Polidori per il proporzionale di Camera e Senato. Nei collegi, Romizi (che non ha voluto sentirne di candidarsi) pare si sia invece votato al culto di san Prisco (FdI) che dovrebbe vedersela nel collegio di Perugia con la Cardinali e non con Bocci e per questo già ha ripreso un po’ di colore.

Sorpresa nel ternano: il presidente Tajani avrebbe meno a cuore il destino di Raffaele Nevi perchè più propenso ad appoggiare Nico Alemanno, sindaco di Norcia. Fratelli d’Italia, oltre a puntare su Prisco, potrebbe avere chance con il suo monumento De Sio, mentre per Zaffini la corsa non è in salita. Di più. Nella Lega la novità è Tony Aiello, avvocato residente a Todi, origini calabresi, accreditato da alcuni di buoni rapporti con Maroni e già dato per eletto.

Qui, la seconda puntata:
Candidature 2018: la cena cinquestelle, Bocci-Mosè e Laffranco-Gastone