Elezioni | Candidature 2018: la cena cinquestelle, Bocci-Mosè e Laffranco-Gastone

Il sottosegretario Gianpiero Bocci
Il sottosegretario Gianpiero Bocci

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’attivismo grillino tiene in ansia gli schieramenti tradizionali costretti a limare le loro scelte. Niente novità chic-choc

di Marco Brunacci

PERUGIA – Candidature per le elezioni 2018, seconda puntata. Per il centrodestra vale quello che si è detto, non si attendono novità chic-choc, ma tutti dovranno fare i conti con Pietro Laffranco, deputato uscente, detto Gastone per la buona sorte che di solito lo assiste nelle situazioni elettoralmente complicate. Vanno bene Cenci (Avanti tutta), come pure Prisco e De Sio e finanche il duo Polidori-Modena, ma tutti sanno che alla fine l’azionista di maggioranza della coalizione (Forza Italia) darà la sua indicazione attraverso il livello nazionale, che significa Berlusconi con Ghedini e Letta, Brunetta e Romani (e partecipazione del tesoriere Messina). Questo significa che un posto per Laffranco ci sarà (nel proporzionale della Camera?) e gli altri pronti a stringersi.

Una nota per la Lega. Tony Aiello, candidato in pectore, conta per Maroni (il fratello di Aiello è uno dei legali del presidente della Regione Lombardia). Anche Candiani (attuale parlamentare di riferimento dell’Umbria) è considerato maroniano. Ed ecco allora che è attesa l’apparizione di una donna dal sud (la Saltamartini?) per rappresentare Salvini. E uno dei due Maroni-boys dovrà farsi da parte.
Ecco i Cinquestelle. Raccontano di una cena prima di Natale con imprenditori della valle meno addormentata di quelle umbre (tra Bastia e Assisi) con Di Battista e parlamentari uscenti dei grillini. Sarà vero? Mah. Però il tam tam rulla e ripete e di sicuro il grande attivismo è stato notato e sottolineato anche in altre zone della regione. Tutti i collegi umbri per i Cinquestelle sono contendibili se riescono a tenere alto il livello dello scontro e se nel contempo non disdegnano la tessitura di relazioni. Va da sé che dalla Ciprini a
Lucidi a Gallinella tutti potrebbero tornare in campo e risultare vincenti.

Uno sguardo a sinistra. Liberi e Uguali sanno che devono puntare su un seggio al proporzionale. E sono pronti a giocare la carta del giovane ma non giovanissimo segretario Valerio Marinelli. Niente Locchi, Bottini o Mignini. Nei collegi si punta a qualche nome di prestigio (il giurista Volpi, il sindacalista Cgil Turcheria, la ex assessora Piccolotti). Non esclusi arrivi dei sempre sopportati ma poco graditi candidati nazionali. Però è escluso D’Alema che da queste parti vuol fare solo il vino.

Finale col centrosinistra. Non c’è potenziale candidato Pd al quale non appaia in sogno, quaresimale più di sempre, Roberto Weber con i numeri del suo ultimo sondaggio Ixè, che condanna tutti a una campagna di elettorale da traversata nel deserto per entrare nella terra promessa del prossimo Parlamento. Privazioni e stenti moltiplicati per chi dovrà prendere voti in terra sconsacrata, a Terni e a Umbertide, dopo i recenti fatti. Bocci farà pure Mosè, ma anche gli altri dovranno metterci del loro. In attesa di convincere qualcuno della società civile (Cucinelli a parte).