Va a votare al congresso Pd con l’auto di servizio. «Sanzioni in arrivo»

La pagina del Messaggero che ha riportato la notizia
La pagina del Messaggero che ha riportato la notizia

L’assessore regionale Barberini risponde all’interrogazione del consigliere Nevi (Fi): «Da dimostrare, ma documentazione già trasmessa al collegio arbitrale»

PERUGIA – Una dipendente pubblica nei guai per aver usato l’auto di servizio della Asl di Terni per andare a votare al congresso del Pd. È successo lo scorso mese e ne ha dato notizia Il Messaggero, raccontando come su quell’auto ci fossero due donne, una che è scesa per entrare nel palazzo sede del Pd e l’altra che l’ha attesa in macchina. Un fatto che è finito non solo sul tavolo del procuratore Alberto Liguori (lo stesso quotidiano ha parlato di un’indagine per peculato d’uso), ma anche in consiglio regionale.

Dove, martedì 14, nella parte di seduta dell’Assemblea legislativa riservata alle interrogazioni a risposta immediata (question time) il consigliere regionale Raffaele Nevi (FI-capogruppo) ha illustrato un proprio atto con cui ha chiesto all’assessore alla sanità Luca Barberini se risponde al vero che «un dipendente della Asl 2 si sia recato a votare al congresso del Pd con la macchina di servizio e durante l’orario di lavoro». In particolare Nevi ha chiesto all’assessore se abbia «preteso dalla direzione della Asl una spiegazione scritta, se sia stata accertata l’identità del dipendente e se sono state adottate delle sanzioni».

Nella sua risposta l’assessore Barberini ha spiegato che «sulla base della ricostruzione degli eventi c’è stata una pronta attenzione a verificare la situazione da parte dell’Asl 2 nel rispetto delle regole. La vicenda era nota anche prima della presentazione dell’interrogazione. La direzione dell’Asl ha chiesto delucidazioni al direttore di distretto già prima dell’uscita della notizia sul quotidiano. Il 17 ottobre il direttore generale ha trasmesso tutti gli atti e richiesto di effettuare un’indagine al direttore del Distretto. Il giorno successivo il responsabile del coordinamento della continuità assistenziale ha comunicato i nominativi dei professionisti che stavano utilizzando quel mezzo, che è a disposizione dei medici di continuità assistenziale. Il 18 ottobre i medici interessati sono stati convocati e hanno presentato le loro memorie difensive. Sulla base del loro esame e della situazione dei fatti ricostruita è stato effettuato un richiamo verbale per la persona che non ha abbandonato il mezzo. Per la persona che ha abbandonato il mezzo si prefigurano tutte le condizioni per irrogare delle sanzioni per interruzione temporanea del servizio attivo di continuità assistenziale. Ai sensi dell’articolo 67 dell’accordo collettivo nazionale tutta la documentazione è stata trasmessa al Collegio arbitrale, la Commissione regionale paritetica, che deve decidere sulla questione. Ad oggi il collegio arbitrale ancora non ha esaminato la situazione, ma alla luce dell’esame della convocazione sarà emanato il provvedimento e applicata la sanzione prevista dall’accordo collettivo nazionale, se il fatto sarà ovviamente ancora dimostrato».

Nella sua replica Nevi si è detto «soddisfatto della risposta dell’assessore. Il fatto, quindi, c’è stato e questa è una cosa di inaudita gravità. Rimango stupito del fatto che alla persona che guidava la macchina sia stato fatto solo un semplice richiamo verbale. Per l’altra vedremo se e quando sarà irrogata la sanzione. Intanto annuncio che acquisirò anche tutta la documentazione per verificare la procedura nello specifico e per capire ai sensi di quale legge è stato fatto un semplice richiamo verbale».

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