«Sanità, più offerta e riduzione liste d’attesa. La forza è nella collaborazione»

Presentati gli accordi e i risultati dell’integrazione delle attività tra Usl Umbria 1 e l’Azienda ospedaliera di Perugia. Barberini: innovazione e qualità, servizi sempre più vicini al paziente

PERUGIA – «I positivi risultati del percorso di integrazione di attività portato avanti dall’Azienda ospedaliera di Perugia e dall’Usl Umbria 1 e dalle altre esperienze analoghe realizzate nella nostra regione dimostrano come la forza del sistema sanitario umbro stia nella collaborazione e nel lavoro di squadra: è un modello che deve trovare applicazione concreta in tutto il territorio regionale».

È quanto ha sottolineato l’assessore regionale alla Salute Luca Barberini presentando gli accordi interaziendali per l’integrazione di attività tra la Usl Umbria 1 e l’Azienda ospedaliera di Perugia relativi ad alcune chirurgie specialistiche a bassa e media complessità e al potenziamento di alcune attività per una più efficace integrazione tra ospedale e territorio al fine di una migliore presa in carico dei pazienti post acuti. Insieme all’assessore Barberini, sono intervenuti il direttore generale della Usl Umbria 1, Andrea Casciari, e il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca.
«L’obiettivo che ci poniamo – ha detto l’assessore Barberini – è quello di potenziare l’offerta delle prestazioni chirurgiche al fine di ridurre le liste di attesa e, favorendo le prestazioni negli ospedali del territorio attraverso la collaborazione di equipe itineranti di professionisti, di portare il servizio sempre più vicino al paziente, garantendo ovunque lo stesso livello qualitativo delle prestazioni. Il servizio sanitario è infatti uno e uno solo, in tutta la regione, indipendentemente da dove sono collocati i professionisti”.
«Un tema fondamentale su cui vogliamo dare le risposte più adeguate – ha detto ancora – è quello delle dimissioni protette, uno dei punti di forza degli accordi già attivati fra Usl Umbria 1 e Azienda ospedaliera di Perugia. Nel momento in cui si esce dall’ospedale, la struttura nella sua interezza si fa carico del paziente, anche con copertura e con un’assistenza domiciliare con strutture dedicate alle post acuzie. Un obiettivo di integrazione che valorizza al massimo le forme di collaborazione fra i vari professionisti della nostra regione, che hanno sempre dimostrato competenza e qualità».

«L’Umbria – ha rilevato poi l’assessore Barberini – per le sue performance nella sanità continua ad essere fra le Regioni “benchmark”, cioè di riferimento a livello nazionale per la determinazione di costi e fabbisogni standard, è infatti al terzo posto, precedendo regioni come Emilia Romagna e Lombardia».
«Un risultato che ci inorgoglisce – ha proseguito -, così come il fatto che oltre il 95 per cento degli umbri sceglie di curarsi nelle strutture della regione. Ma non vogliamo fermarci qui: il servizio sanitario umbro vuol essere innovativo e la “parola magica” è collaborazione. La forza sta nel lavoro di squadra fra le quattro Aziende sanitarie e ospedaliere. Queste riflessioni e i risultati delle attività di integrazione confluiranno nel nuovo Piano sanitario regionale: il 6 dicembre – ha annunciato – ci sarà un primo giorno di confronto su una cornice di lavoro che ci servirà a scrivere quello che possiamo fare e mettere a disposizione per costruire un Piano che dia ancora lustro alla nostra regione per la qualità e l’offerta dei servizi sanitari».
Il direttore generale dell’Usl Umbria 1, Andrea Casciari, che ha ricordato come nella Usl insistano sette strutture ospedaliere e 46 punti di erogazione, si è soffermato in particolare sul progetto interaziendale per la continuità assistenziale e le dimissioni protette con l’attivazione di una Centrale operativa territoriale dal 15 novembre scorso. «Una innovazione profonda, con un riflesso organizzativo importante e che ottimizza al massimo l’integrazione fra ospedale e territorio. È una centrale della continuità – ha spiegato – attivata sperimentalmente nel Distretto del Perugino per la gestione delle dimissioni protette dall’Azienda ospedaliera di Perugia, un punto di ricezione e “triage” del bisogno assistenziale della persona, con la facilitazione per l’accesso del dimesso in condizioni di fragilità ai vari percorsi della rete dei servizi territoriali e la presa in carico per l’assistenza territoriale, con l’assistenza domiciliare integrata o nelle residenza sanitarie assistite o protette”.
Il direttore generale della Usl Umbria 1 ha fornito alcuni dati: «Da gennaio a ottobre – ha detto – sono state 924 le dimissioni protette gestite nel Distretto del Perugino, di cui 869 dall’Azienda ospedaliera di Perugia e le restanti 55 da altri ospedali. Di queste 924, 271 hanno riguardato pazienti gravi mentre per 653 è stata attivata l’assistenza domiciliare integrata. Quella dell’assistenza domiciliare agli anziani – ha detto – è un’area strategica da sviluppare, che ci vede già superare il dato nazionale del 2,7% con il 2,8 per cento nel territorio dell’Usl Umbria 1. Gli accessi sono aumentati dai 22.224 del 2015 a 31.266 del 2016 e stima per il 2017 che sfiorino i 40mila».

Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca, ha illustrato i nove progetti in cui si esplica la collaborazione con la Usl Umbria 1, «base di partenza – ha detto – per un piano che favorisce le prestazioni chirurgiche di bassa e media complessità nelle strutture del territorio e quelle di alta specializzazione, che stanno avendo un trend di aumento dell’8/10 per cento, al Santa Maria della Misericordia».
«Dal gennaio 2016 – ha detto – è attiva all’ospedale di Assisi una unità integrata interaziendale per la gestione dello scompenso cardiaco e delle cardiopatie croniche, con oltre 3500 prestazioni ambulatoriali annuali e 145 ricoveri. Altro impegno di particolare importanza è quello che riguarda la chirurgia ortopedica, con un’equipe integrata di professionisti con accessi settimanali negli ospedali di Umbertide e della Media Valle del Tevere, con un’attività annuale di un centinaio di ricoveri prevalentemente per la chirurgia protesica del ginocchio, legamenti e artroscopie».
«Altrettanto importante – ha detto Duca – è l’attività presso l’ospedale di Assisi per la chirurgia pediatrica, con circa 170 interventi all’anno, per la chirurgia otorinolaringoiatrica presso l’ospedale della Media Valle del Tevere, con un’attività annuale di 120 ricoveri, e la chirurgia ginecologica presso l’ospedale di Castiglione del Lago, con un’attività di oltre 100 ricoveri».

«Sempre dallo scorso anno – ha proseguito – è iniziata un’attività di integrazione e collaborazione per i Servizi trasfusionali; stiamo lavorando inoltre per sviluppare l’attività di una struttura complessa interaziendale per patologie reumatiche e osteoporosi, a regime già da alcuni mesi, prevedendo posti letto dedicati per ricoveri nell’ospedale di Perugia e attività ambulatoriali nelle strutture della Usl. Altri settori in cui si sta realizzando la collaborazione fra Azienda ospedaliera e Usl sono quelli della teleradiologia, per la telerefertazione da remoto delle Tac urgenti neuroradiologiche 24 ore su 24 effettuate negli ospedali di Pantalla, Assisi e Castiglione del Lago e la centralizzazione dell’allestimento delle terapie oncologiche da parte della farmacia dell’Azienda ospedaliera di Perugia pwer i centri di somministrazione dei presidi di Assisi, Media valle del Tevere e Castiglione del Lago, con un risparmio del 10-15 per cento di prodotti farmaceutici. Tutti i progetti di integrazione di attività – ha concluso – vengono realizzati con le dotazioni finanziarie assegnate, senza costi aggiuntivi, con un aumento della qualità della prestazione».