La Fiera, la nonna, la truffa: storia di un raggiro al contrario

Una nonna più arzilla del previsto

A cadere nella trappola, un uomo che stava facendo rifornimento alla sua auto. Rubati il portafogli e un telefono cellulare

PERUGIA – Forse è il caso di rivedere certi stereotitipi. Tipo: la proverbiale ‘nonnina’, la donna anziana spesso vittima di un raggiro. Ecco: la nonnina in questa storia al contrario veste i panni del lupo, della truffatrice che, con l’aiuto di uno o più complici, si prende gioco del malcapitato di turno.

La storia, che poi storia non è, piuttosto è cronaca, si svolge a Perugia nel giorno più caotico della Fiera dei morti. Quello dell’inaugurazione. Tarda mattinata. La città non lavora: mezza Perugia vuole raggiungere piazza Umbria Jazz. Pian di Massiano è un viavai di auto che si rincorrono, che si inseguono e si smarcano per trovare un parcheggio. In direzione opposta, una si ferma al primo distributore per fare benzina. A bordo un uomo. Sta lavorando. Ha fretta di raggiungere la sua prossima destinazione.

Apre lo sportello, fa per prendere il portafogli, alt. Viene fermato. In piedi, di fronte a lui, una signora avanti con gli anni a chiedergli aiuto. Forse per attraversare la strada, forse per uno dei quegli altri piccoli, sciocchi favori che le persone anziane chiedono a quelle più giovani di loro. «Certo signora, si figuri», le avrà risposto. L’uomo l’aiuta. Poi ritorna alla sua auto. Apre lo sportello, fa per prendere il portafogli, alt. Il portafogli è sparito. Insieme al telefono e ad altra roba nell’abitacolo. Qualcuno deve averli presi mentre era distratto. Si guarda intorno. Non c’è nessuno. Non c’è neppure l’anziana signora, sparita anche lei. Al malcapitato non resterà che concludere la mattinata in caserma, a sporgere denuncia contro l’astuta truffatrice.