I prefetti di Perugia e Terni: «In tutta la regione ospitati 3143 profughi, da agosto solo 50 arrivi». Respinta una richiesta di asilo su due

PERUGIA – La Prima commissione consiliare permanente, presieduta da Andrea Smacchi, ha ascoltato in audizione i prefetti di Perugia, Raffaele Cannizzaro, e Terni, Paolo De Biagi, per approfondire la tematica dei flussi migratori in Umbria. Dalla riunione – consuetudine formale da tre anni a questa parte – è emerso che sul territorio regionale sono presenti in tutto 3143 profughi, di cui 2272 a Perugia e 871 a Terni per un totale, rispettivamente, di 32 e 17 comuni coinvolti.

Gli altri dati affiorati dall’incontro sono quelli relativi alla tendenza dei flussi. Che da luglio ha subito un’inversione netta, tanto che in Umbria dal mese di agosto sono arrivati solo 50 migranti. Le richieste di asilo accolte si attestano tra il 40 e il 45 per cento del totale. La spesa complessiva prevista per l’accoglienza nel 2017? Quasi 27 milioni di euro. «Constatiamo che il modello dell’accoglienza diffusa usato nella nostra regione continua ad essere vincente, e che i comuni disponibili all’ospitalità sono in ulteriore crescita», le dichiarazioni di Smacchi in apertura dei lavori. A scanso di equivoci: il modello diffuso adottato in Umbria prevede alcune eccezioni, alla distribuzione dei migranti sul territorio non partecipano infatti né i comuni con meno di mille abitanti né quelli colpiti dal terremoto.

In generale, spiega il prefetto di Perugia, Canizzaro, in Umbria si continua «a seguire il criterio di ripartizione tra le due province rispettivamente del 75 e 25 percento». Dei 3143 accolti in tutta la regione «2699 migranti provengono dagli sbarchi, di cui 2032 accolti a Perugia e 667 a Terni», mentre «444 sono quelli presenti in progetti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr), di cui 240 a Perugia e 204 a Terni. Le strutture coinvolte sono 210». Il 2017 è stato un anno a due velocità per la gestione di migranti: inizialmente erano stati previsti oltre 1000 arrivi; a partire da agosto invece, a seguito di «una mutata politica nella gestione dei flussi», questi si sono arrestati e «all’Umbria sono stati assegnati solamente 50 migranti, di cui 38 a Perugia e 12 a Terni».

I dati di Perugia

Continua Cannizzaro: «In questo periodo abbiamo cercato di bilanciare meglio gli arrivi, per cui la città di Perugia, dove tradizionalmente vi è il carico maggiore, viene progressivamente alleggerita». Nello specifico, «in ambito provinciale la presenza dei migranti non supera lo 0,35 per cento della popolazione» e «come forma di ristoro nel 2016 sono stati erogati ai comuni 500 euro a migrante», cifra che per il 2017 probabilmente subirà «qualche incremento». I profughi ospitati provengono principalmente dalla Nigeria, seguita da Gambia, Senegal, Mali, Guinea, Costa d’Avorio, spiega il prefetto. E per quanto riguarda il numero dei richiedenti asilo «da inizio 2015 le procedure in carico sono 5165 e sono state trattate 3573, di cui 2540 rigettate. Quindi la percentuale di accoglimento è del 20-25 per cento, che sale al 40-45 a seguito dei ricorsi. La spesa per l’accoglienza nella provincia di Perugia nel 2014 è stata di 2,8 milioni di euro, nel 2015 di 5,2 milioni, nel 2016 di 16,5 milioni, per il 2017 ad oggi è di 15,3 milioni di euro che arriveranno intorno ai 18 milioni a fine anno».

I dati di Terni

«Attualmente a Terni sono presenti 871 migranti provenienti dagli sbarchi, di cui 204 sono inseriti nel sistema Sprar e 667 ospitati nelle strutture di prima accoglienza che sono spalmate su 17 comuni», spiega invece il prefetto di Terni, De Biagi. «I 204 del sistema Spar sono ospitati in 9 comuni, 2 dei quali senza prima accoglienza. Quindi nella provincia di Terni, complessivamente, abbiamo 19 comuni su 33 coinvolti, il 57 per cento, un indice di accoglienza superiore alla media nazionale che è del 40 per cento». Un risultato che si è riusciti a raggiungere grazie all’adozione del modello dell’accoglienza diffusa, sottolinea De Biagi. «I 667 stranieri ospitati nel sistema di prima accoglienza, di cui solo 53 donne, sono collocati in 101 strutture, quindi la media è 6 unità ogni struttura. La maggior parte è ospitata in appartamenti, garantendo un minore impatto sul territorio che permette di superare quel minimo di diffidenza che c’è nella popolazione. Un modello vincente e da portare avanti», continua. La presenza di migranti è «dello 0,38 per cento rispetto alla popolazione residente nella provincia di Terni». «L’ultimo bando per l’accoglienza della scorsa estate per 900 posti – conclude – ha visto dieci soggetti partecipanti, e i primi sette hanno esaurito i posti messi a bando. Nel 2014 la spesa per l’accoglienza è stata di 1,7 milioni di euro, nel 2015 di 3 milioni, nel 2016 di 5,8 milioni, la previsione per il 2017 è di circa 8,8 milioni di euro»