Un secondo al giorno: vita di una piccola migrante

«Still The Most Shocking Second A Day» è il giusto titolo, peraltro quello originale, per il video diffuso dall’organizzazione umanitaria Save the children, con l’intento di raccontare la tragedia della guerra e dell’emigrazione. Un secondo al giorno. La vita di una ragazzina scandita da guerra, fughe, campi profughi, traversate in mare. La piccola attrice protagonista del cortometraggio è la stessa del famosissimo video, sempre realizzato da Save the children, che immaginava la vita di una bambina se la guerra scoppiasse in Europa, nel Regno Unito.

Il commento originale al video: «A human tragedy is unfolding. 60 million people have been forced to flee their homes – creating the largest refugee crisis since World War II. Among them is a generation of children who have lost everything they know: their homes, their education – sometimes even their families. It’s a situation that has forced families into terrifying situations and impossible choices. And children have suffered most. This is our world. These are our children. We must ensure child refugees are not forgotten»