Il programma si occupa di inviare e ricevere diversi segnali radio, nella speranza, un giorno, di captarne uno di origine aliena

Da quando l’esplorazione spaziale è diventata realtà, l’uomo ha sempre cercato nuovi pianeti e nuove forme di vita con cui interfacciarsi. Uno dei tanti programmi spaziali dedicati alle scoperte di esseri extraterrestri è il «Seti», il cui acronimo significa Search for Extra-Terrestrial Intelligence (Ricerca di Intelligenza Extraterrestre). Nato nel 1974, in seguito ad un’idea partorita da Frank Drake negli anni ’60, il programma Seti si occupa di inviare e ricevere dallo spazio diversi segnali radio. La scelta è dettata dall’impossibilità di raggiungere fisicamente gli altri pianeti, o almeno con la tecnologia odierna, mentre l’emissione di segnali radio è una tecnologia che qualunque società avanzata può sviluppare e utilizzare.

Naturalmente, considerata la vastità della nostra galassia, il Seti vaga alla ricerca di messaggi alieni solo su determinati bersagli. La scelta degli scienziati è ricaduta su sistemi che abbiano una stella estremamente simile al Sole, poiché hanno una vita più longeva che permette la formazione di forme di vita basate sul carbonio e che hanno pochi pianeti bloccati marealmente verso la stella, situazione che non permetterebbe la creazione di un habitat stabile. Considerato il grande ammontare di stelle e pianeti che popolano la nostra galassia, la ricerca di Seti sarà ancora molto lunga, ma senza dubbio continuerà ad essere le nostre orecchie nello spazio.