Basati su tecnologia Bluetooth low energy (Ble) questi «fagioli» potrebbero operare una piccola rivoluzione in molti ambiti

Cos’è un iBeacon? Si tratta, in poche parole, di un trasmettitore bluetooth – originariamente ideato da Apple – in grado di segnalare la propria presenza a tutti quei dispositivi in grado di riceverne il segnale, gli smartphone ad esempio. Il suo funzionamento si basa sulla tecnologia Bluetooth Low Energy (Ble). Non è neppure necessario utilizzare una specifica applicazione per stabilire una connessione. L’utilizzo del Ble, inoltre, permette a questo strumento di funzionare con un consumo di energia praticamente irrisorio.

L’iBeacon di fatto spedisce solo informazioni. L’informazione standard dei beacon consiste in un UUID, e solo un valore «major» o «minor». Per esempio: UUID: B9407F30-F5F8-466E-AFF9-25556B57FE6D Major ID: 1 Minor ID: 2 Il trasmettitore non fa niente altro che inviare questa informazione ogni frazione di secondo. Dall’altra parte lo smartphone, che ne capta il segnale. L’iBeacon è uno strumento di una banalità disarmante. Questa semplicità si traduce, alla prova dei fatti, in una grande varietà di possibili utilizzi. Uno di questi? L’ambito commerciale. Gli iBeacon offrono infatti la possibilità, all’interno di un negozio, di inviare ai clienti delle notifiche mirate. Le possibili applicazioni non si fermano però qui. Pensiamo infatti ad un museo, che li potrebbe trasformare in una guida turistica interattiva. In conclusione si tratta di una tecnologia ancora poco sfruttata, che offre però l’enorme possibilità di integrare gli strumenti che usiamo quotidianamente con l’ambiente circostante.