Le parole della presidente Marini a Norcia: «La messa in sicurezza presupposto di una ricostruzione di qualità»

NORCIA (Perugia) – Il ricordo, ma soprattutto l’impegno su cosa ancora c’è da fare per tornare alla normalità a un anno dal terremoto. «Le giornate di oggi e domani sono riservate anche a momenti spirituali, di ricordo nella preghiera, e di questo ringrazio Monsignor Parolin per la sua presenza qui a Norcia, così come ringrazio la Conferenza episcopale e il Papa in prima persona per la vicinanza che hanno dato, in tutto questo anno, alle nostre comunità, ai cittadini, alle persone colpite». Lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, a margine della messa che, officiata in piazza San Benedetto dal Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, si è tenuta domenica mattina nell’ambito delle iniziative a un anno dal sisma che colpì l’Umbria nel 2016.

«Insieme con le istituzioni locali, con i Comuni in modo particolare – ha proseguito Marini – nelle giornate di oggi e domani sono inoltre promossi diversi appuntamenti legati sia alla riflessione sulle cose fatte, ma soprattutto su quelle da fare, sul sistema di protezione civile, sugli aspetti della ricostruzione, sull’avvio, dopo la messa in sicurezza, del recupero dei beni culturali. Questo è il lavoro che si sta facendo. È un lavoro difficile – ha sottolineato la presidente – per i danni e la complessità che siamo chiamati a gestire. Mi auguro anche – ha proseguito Marini – che l’insieme delle procedure, ma anche un investimento più convinto sulle autonomie locali, sui Comuni in primo luogo, permetterà di entrare in quella che poi sarà la fase viva della ricostruzione che vedrà protagonisti i professionisti del territorio, i tecnici, le imprese ed i cittadini. Siamo abituati a fare confronti con il terremoto del 1997 da cui sono passati venti anni. Ma anche nel ventennale abbiamo ricordato come la parte pesante della ricostruzione ha preso avvio dopo quasi due anni dagli eventi sismici, come è necessario fare. Ricordiamoci – ha concluso Marini – che il lavoro complesso di messa in sicurezza degli edifici e quindi anche di conoscenza scientifica è il presupposto necessario per fare una ricostruzione che sia di qualità e che garantisca sicurezza ai cittadini che dovranno vivere in questi luoghi».