L’attacco di Mario Ricciardi alla società gestrice dell’aeroporto di Perugia

PERUGIA – La vicenda dei voli cancellati da e per l’aeroporto di Perugia dalla compagnia “FlyMarche” si arricchisce di un nuovo capitolo. Scritto di suo pugno dall’amministratore dell’azienda, Mario Ricciardi. Che in una lettera ha raccolto i perché e i per come della situazione attuale. In estrema sintesi: un attacco a Sase, società gestrice dell’aeroporto di Perugia. L’intenzione dichiarata è quella di «ripercorrere l’intera vicenda che nostro malgrado ci ha costretti a cancellare tutti i voli da Perugia, Olbia, Elba, Rimini, Ancona e Zara».

«Dopo lunghe trattative – scrive Ricciardi – nel mese di luglio ed esattamente il 4 Luglio 2017 abbiamo siglato un accordo poi contrattualizzato, con l’aeroporto di Perugia che da subito si era proposto per sviluppare alcune tratte aeree vista la pochezza dei voli che lo scalo stava eseguendo fino a quella data. L’accordo prevedeva lo sviluppo delle tratte Perugia Olbia fino al 15 Settembre 2017 e sempre dal 15 Settembre 2017 l’inizio della tratta Perugia Milano Linate. Nello specifico Perugia Olbia doveva essere effettuato nelle giornate di venerdì e domenica di ogni settimana, mentre quella Perugia Milano Linate tutti i giorni da lunedì a venerdì per due volte al giorno».

«I molteplici incontri con i responsabili della Sase, responsabile dell’aeroporto di Perugia – continua l’ad -, sono avvenuti con i responsabili del CDA, e segnatamente il consigliere Ing. Umberto Golinelli unitamente ad altri. Oltre a tali incontri, ne è avvenuto uno in particolare presso la sala consiliare della Regione Umbria ove erano presenti anche il Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, il Presidente della Sase Ernesto Cesaretti ed altri esponenti politici (oltreché numerosi giornalisti delle principali testate nazionali) in cui è stato divulgato il progetto descrittivo ai fini della rivitalizzazione dello scalo di Perugia, in tal modo concludendo accordi di marketing con eventi di presentazione destinati alle agenzie di viaggi e tour operator dell’Umbria».

Accordi e pagamenti «Gli accordi, trasfusi un una lettera di intenti, prevedevano il pagamento alla Fly Marche del Break Even fissato con il parametro di 15 passeggeri (ovvero se l’aereo avesse volato con 1 o 15 passeggeri la Sase avrebbe dovuto pagare la settimana successiva il compenso pattuito ovviamente decurtando i biglietti incassati dalla nostra società) – prosegue ancora Ricciardi -. Il volo inaugurale è stato eseguito il 16 Luglio 2017 come da programmazione pattuita. E’ pertanto intuibile la necessità che Sase spa pubblicasse la vendita dei biglietti al fine di ammortizzare ovvero raggiungere se non superare il costo del break even di ogni singolo volo. Invece per motivi a noi sconosciuti le programmazioni con tanto fervore annunciate non sono state fatte; infatti nel corso delle prime due settimane di voli non si sono raggiunte prenotazioni accettabili, mentre le successive settimana l’aeromobile è riuscito a lavorare a pieno regime, solo grazie al massiccio intervento della nostra azienda».

La soppressione dei voli «Per una piccola Impresa come la nostra non è certo possibile anticipare per conto della Sase importi di atterraggi, hendling e costi orari del nolo aeromobile. Sinceramente – spiega Ricciardi -, sarebbe stato sufficiente che l’amministrazione della SASE avesse preso atto degli impegni presi e liquidare i resoconti delle prime due settimane di lavoro (stiamo parlando di piccoli importi) al fine di garantire il regolare svolgimento dei voli. Considerato quindi l’assoluta mancanza di collaborazione da parte della Sase, la Fly Marche ha aggiunto una nuova tratta, Rimini-Perugia-Olbia per permettere all’aeromobile di viaggiare a pieno carico, di cui la vendita dei biglietti sarebbe stata interamente conteggiata in base agli accordi precedenti. L’apoteosi del paradosso si ha il giorno 17 agosto, lo stesso giorno del nostro annuncio di soppressione voli, quando il direttore della Sase ci informava che stavano improntando un aeromobile per poter svolgere ugualmente il servizio per il giorno 20 agosto, pagando anticipatamente la modica cifra per il singolo volo Perugia-Olbia-Perugia di  8.000 euro, utilizzando lo stesso LET 410 di proprietà Van Air».

I rimborsi ai passeggeri «A questo punto – conclude l’amministratore di FlyMarche – la domanda è d’obbligo, perché pagare lo stesso vettore bloccato da Fly Marche per mancanza di liquidità quando con poco più avrebbero potuto assolvere parzialmente agli obblighi contrattuali con noi permettendoci di onorare gli impegni con i clienti? Purtroppo le assurdità di questa vicenda non finiscono qui, infatti la Sase si è solo preoccupata di recuperare le persone che sarebbero dovute ritornare a Perugia, dimenticando che le loro mancanze hanno prodotto grandi disagi anche a Rimini e persone di ritorno da Zara, considerando il fatto che sui voli erano soldi che comunque avrebbe incassato la Sase. Oggi purtroppo vi è anche il problema dei rimborsi a coloro che non hanno usufruito dei voli già pagati. Una alternativa veloce da parte della FlyMarche è stata già individuata; faremo nuovamente ulteriore specifica richiesta alla Sase di liquidarci immediatamente le somme indebitamente non pagate che serviranno all’immediato rimborso. Se ciò non accadesse e dovessimo affrontare la questione per le vie legali, certamente i passeggeri da rimborsare subiranno una lungaggine burocratica».